Puntamaistra

Maurizio Zannato: voce
Cristiano Vincetti: basso, voce
Antonio Carrara: batteria, voce
Guido Frezzato: chitarra acustica 12 e 6 corde, flauti, ocarine, sax tenore, ciaramella, mandolino, percussioni, sintetizzatori, voce
Testi: Maurizio Zannato
Musiche e arrangiamenti: Marmaja
Registrato e mixato da Ottobre 2006 a Luglio 2007 da Mauro Permunian
Editing: Guido Frezzato

TRACKLIST
1. Agreste
2. Bologna
3. Liberate il Che
4. Contadini
5. Vuoti
6. Come si può
7. Vorrei
8. Angeli
9. Piano piano
10. Che io sia
11. Puntamaistra

 

1. AGRESTE

la vedi donna verità ha una gamba sola
gamba di legno vive su nei piani alti
e fa fatica
ed ogni sera pulisce una pistola
la vedi donna verità la chiamavamo
giù nelle strade la dove sfiorì l’inverno
ghiaccio che ghiaccia
ogni mattina su un volo d’aeroplano
la vedi mentre stringe un fiore rotto
la vedi mentre sa cos’è accaduto
e ogni mattina scende le scale
la vedi mentre stringe un orologio
cammina sghemba per le vie d’italia
e noi pendiamo come rugiada
sull’erba della strada
la vedi donna verità ha le sue vergogne
la gamba lunga ed una corta persa al porto
con un gendarme
e un onorevole malanno dato assolto
la vedi mentre stringe un fiore rotto
la vedi mentre sa cos’è accaduto
e ogni mattina scende le scale
la vedi mentre stringe un orologio
cammina sghemba per le vie d’italia
e noi pendiamo come rugiada
sull’erba della strada
la vedi mentre corre per le strade
la vedi mentre stringe i figli e cade
e noi pendiamo come rugiada
sull’erba della strada

Hanno partecipato: Mirco Drago: ghironda, Riccardo Turcato: sinth genuino, Andrea Rizzato: chitarra elettrica, Gianni Chirichella: pianoforte, Corinne Bassan e Patrizia Zannato: voci

 

2. BOLOGNA

c’è chi ha perso la luna a bologna
chi la troverà
vestita a tifare rivolta
alice porta bene l’età
cerca il ventro tra i tagli di un muro
profumo di albana ed il cuore al riparo
dove sono le strade dei sogni di questa città
ora il cielo era troppo più blu
per tirarci le pietre
alice ricorda era marzo marzo 77
quanti eravamo e ora chi siamo
quanti restiamo prima di partire
vietato sporgersi dal finestrino
e a dormire si va
c’è chi ha scritto no future for you e fa
l’autista del tram
c’è chi amava zanardi ed il ciak
e ora vive di crack
alice sa quanto costa partire
quanta fatica nel ritornare
bologna dorme in stazione
alice la veglierà
vietato togliere rose al giardino
vietato sporgersi dal finestrino
vietato dire che è l’assassino
e a dormire si va
vietato togliere rose al giardino
vietato dire che è l’assassino
bologna manda ricordi ai suoi figli
alice la veglierà
c’è chi dice bologna d’un fiato
chi non ce la fa
con le sue stalingrado
via lenin
via tutti di qua
con le sue mortadelle in vetrina
le sue facoltà
ci son treni che fermano a giugno
chi nemmeno lo sa

Hanno partecipato: Claudio Lolli: voce, Roberto Spremulli: voce antica, Walter Sigolo: fisarmonica

 

3. LIBERATE IL CHE

gli anni in cui non siamo stati da nessuna parte
gli anni delle teste vuote gli anni dei silenzi
gli anni degli incendi gli anni di paura
dei piedi senza terra davanti alla pianura
terra per noi è un figlio che si lecca il cuore
noi che abbiam più stelle che ceci da mangiare
strade di passi, foreste di parole
per fare bottini di vite da salvare
e non è mica un film, non è mica un film l’america
non è mica un film, non è mica un film l’america
milioni di milioni di foto e di parole
di frasi stampate servono a ricordare
che siamo pelle viva, non poster da staccare
mettete scarpe nuove comizi d’amore
liberate il Che, liberate il Che Guevara
liberate il Che, liberate il Che Guevara
e quel bel viso che ci ha lasciato
portarlo addosso sembra quasi un reato
se non hai dentro un’anima ribelle
e un’emozione forte sulla pelle
tenere in testa la sua lezione
e non un capo da collezione
tenere in testa la sua lezione
e non un capo da collezione
liberate il Che, liberate il Che Guevara
e non lasciare seccare al sole
l’energia delle grandi parole
libera il corpo ed esponi il cuore
allora si che avranno un valore
libera il corpo ed esponi il cuore
libera il corpo ed esponi il cuore
libera il corpo ed esponi il cuore
allora si che avranno un valore

Hanno partecipato: Paolo Ambroso: chitarra elettrica e e-bow, Pierino Marcello: percussioni, Giovanni Bonfante: guitar loop

 

4. CONTADINI

siamo stati contadini
con la terra tra le mani
a contare le stagioni via dalla città
prima di te prima di te
che baci con gli occhi
che baci col sole
domani va in sposa il mio primo amore
canta per me canta per me
partirò che so partire
non ho tempo di aspettare
madre mia ti lascio il cuore
mi ritroverà
la mia libertà non passa di qua
la mia libertà non passa di qua
siamo stati due bambini
con la terra tra le mani
e guardar fiorir le rose non ci basta mai
non basta mai non basta mai
primavera primavera
primavera tornerà
ritornerà ritornerà
canta per me canta per me
io ti difendevo dai giorni senza favole
da quelli che ti portano via
canta per me canta per me
prima ancora di incontrarti
senza te non c’era il mare

Hanno partecipato: Riccardo Paltanin: violino, Paolo Ambroso: chitarra elettrica, Piera Marsilio: voce, Mimì Tirabusciò: voce

 

5. VUOTI

hanno portato le facce a lavare
domani è il giorno del santo
hanno indossato il vestito più bello
e pettinato l’autore
ci sono i festival delle cazzate
anime candide di recensori
tutti invitati alla mensa del padre
alleluia nell’alto dei cieli
vuoti da perdere  vuoti da dare
ballano i nuovi docenti del rock’n roll
tutti a impazzire a comando per un foxtrot
ci sono lingue allenate a cantare
altre al loro mestiere
ci sono occhi che puntano il cuore
senza baciare le mani
vuoti da perdere vuoti da dare
niente agnelli ma pecore nere
dall’altra parte del fiume
a rasentare le siepi di more
dove nessuno ci dice che fare
senza mai stare a sentire
senza mai stare a capire
che c’è più torto nel fare
che stare lì a benedire
vuoti da perdere vuoti da dare
avrei voluto legarti amico mio
per non lasciarti partire
abbiamo vuoti grandi
vuoti da riempire
vuoti da perdere vuoti da dare

Hanno partecipato: Paolo Bacco: chitarra elettrica, Lucio Chini: chitarra elettrica, Piera Marsilio: sax contralto, Marco Muneratti: harmonica, Le Bruit (Barbara Fortin, Camilla Ferrari, Elisabetta Mazzullo, Maria Mazzullo, Rosamaria Reato): coro, Mister x: voce

 

6. COME SI PUO’

tornio veloce poca fortuna
tira monete contro la luna
la notte scrive il mattino lavora
l’estate passa tre giorni in riviera
mani di fata casa di marzapane
vive sei metri  e lo sguardo del cane
vive nei sogni di scatti del cuore
conta sirene conta le ore
vite non viste dimenticate
dietro le ville di vigne dorate
tornio veloce scommette il destino
per regalarsi la fiacca del vino
mani di fata passa parola
vince per finta vince da sola
prima di perdersi e doversi dare
per rotolare si rotolare
ma come si può
fermare gli uomini contro e un brivido dentro
ma come si può
fermare un attimo immenso e viverci dentro
no non si può
vite non viste vite dimenticate
penne firmate per chi votate
per il reggente
per il sovrano
per chi vi legge tre vlte la mano
chi vi regala sorrisi e cerone
gonne corte e televisione
chi vi regala affetto e pudore
e mischia monete al vostro sudore
ma come si può
fermare gli uomini contro e un brivido dentro
ma come si può
fermare un attimo immenso e viverci dentro
no non si può
avrete rive dentro gli occhi da guardare
e cieli nuovi per volare via
volare via da qui
ma come si può
fermare gli uomini contro e un brivido dentro
ma come si può
fermare un attimo immenso e viverci dentro
no non si può

Ha partecipato: Sandro Severini: chitarra elettrica

 

7. VORREI

io occhi grandi
e un dolore a rimboccarmi le notti
camminando controvento
siamo stati su monti di vetro
come stai
non distrarti
che domani potrei sempre chiamarti
vita che ci assale
un precario sentirmi passare di qua
puoi risorgere o tornare
in un posto che si impara a volare
mi vedrai
mi conosci
porto il vino che così guarirai
vorrei una sera ancora
vorrei (quando cantano i ricordi) una sera ancora
gioia dei miei occhi
queste foto di un blues da sbandati
buonanotte
farò piano
c’è un pallone che corre lontano
vorrei una sera ancora
vorrei (puoi distinguerti e suonare) una sera ancora
che prima di svegliarmi mi sono punto il cuore con ali di farfalle
che prima di lasciarti ti avrei dipinto il cuore con voli di farfalle

Hanno partecipato: Marco Muneratti: harmonica, Bruno Crepaldi: chitarra elettrica

 

8. ANGELI

mi innamoro di te
nelle sere d’aprile
mi innamora star qui
tra gli assalti del cuore
chi saprà salvare tutto quello che ho
ne valeva la pena di passare di qua
ne valeva la pena di passare così
mi innamora casarsa
e i suoi figli migliori
mi innamora il poeta
la mezzala del cuore
chi saprà salvare tutto quello che ho
ma
ne valeva la pena di passare di qua
ne valeva la pena di passare così
puoi spararmi ora
puoi parlarmi di te
siamo terre senza sole
terre aride d’amore
siamo angeli nel mare
ali aperte per volare
siamo terre senza sole
terre aride d’amore
siamo angeli nel mare
ali aperte per volare via
chi saprà salvare tutto quello che ho

Hanno partecipato: Mario Frezzato: oboe, Gianni Chirichella: piano elettrico

 

9. PIANO PIANO

non ci sono novità bella amica mia
c’è la guerra c’è la guerra che ci porta via
e mi ritrovo quel coltello alla gola
e mi ritrovo quel coltello alla gola
se ti chiedo dove stai quando passerai
sanno masticare vento questi figli miei
io mi ricordo che ballavi da sola
io mi ricordo che ballavi da sola
la libertà
è un amore che
come un bambino
che corre che trema e non vuole dormire mai più
piano piano
c’è paura c’è paura nella casa mia
non è il treno non è il tuono non è malattia
e mi ricordo quel coltello alla gola
io mi ricordo quel coltello alla gola
c’è la guerra per la pece nella terra mia
c’è la pace su in soffitta non mandarla via
io mi ricordo che ballavi da sola
io mi ricordo che ballavi da sola
la libertà
è un amore che
come un bambino
che corre che trema e non vuole dormire mai più
piano piano
la vita può scoppiare in mano
piano piano
la libertà
è un amore che non muore
come un bambino
che corre che trema e non vuole dormire mai più
fammi imparare
una storia da poter cantare
che questo sangue su sangue
da sempre e per sempre non ferma mai più
piano piano
la vita può scoppiare in mano
piano piano
ti hanno visto alla scogliera
non andare via
signorina libertà
terra e fantasia

 

10. CHE IO SIA

che io sia
le labbra che vorrai baciare tu
la vita che ci sta portando via
la primavera quando tornerà
ed il rigore che realizzerò
che io sia
quel treno pieno gonfio di ciliege
di sugo rosso dolce sulla pelle
mohamed alì ritratto a una parete
pungere per non avere sete
che sia i tuoi occhi carichi di vita
che sia quel sale dolce su di te
colore perso tra i colori tuoi
si chiamerà marmaja l’amor mio
di chiamerà dolcezza il mio destino
ch’io sia le labbra che vorrai baciare
stasera quando tu ritornerai
quando ritornerai da qui
la vita che stiamo passando
è sabbia tra i piedi del mondo
la vita la vita è un istante
di amori di pietre
del ballo e la vite
è un treno che passa lontano
è l’ultimo in terra che chiede
la vita la vita se la incontrerai
chiedigli un cenno
per dove vai
se mi cercherà sarò acqua che scorre
se mi cercherò sarò vento che viene da te
mi avevi visto mai scrivere di te
mi avevi visto mai
che io sia
le labbra che vorrai baciare tu
la vita che ci sta portando via
la primavera quando tornerà
ed il rigore che realizzerò
ch’io sia i tuoi occhi carichi di vita
ch’io sia quel sale dolce su di te
colore perso tra i colori tuoi
a me a me a me non cambia niente
a me a me a me non resta niente
se non le labbra che vorrai baciare
stasera quando tu ritornerai
quando ritornerai da qui
mi avevi visto mai scrivere di te
la vita è la vita e c’è un posto per te

Hanno partecipato: Le Bruit: coro, Diego Marcello: voce, Pierino Marcello: percussioni

 

11. PUNTAMAISTRA

L’auto non è delle più recenti
e la strada per puntamaistra è lunga
sono virgole di terra che prendono amore dall’acqua
una distesa infinita di magnifico nulla
continuo a cercare invano quella spilla che mi hai regalato
diceva mods are back
ma per quanto rovisti non riesco a trovarla
è un viaggio condito da schiuma
schiuma di birra che passa di mano in mano tra me e i miei compagni
gente che suona dicono
gente che sente prima degli altri se si abbassa la luna
e poi la schiuma del po che erode gli argini o riposa
ci vuole tempo ed emozione
servono attimi di felicità
ci vuole un treno di passione
servono rabbia ed umiltà
il silenzio del pescatore
e la pazienza dell’immensità
ci vuole il piglio del muratore
e domani
domani non finirà
non corriamo molto
abbiamo tempo tantissimo tempo
so già che alla prima spiaggia ci coricheremo a guardare il cielo
il mare al rovescio
e starò bene a galla
e non avrò paura della gente
dei furbetti
abbassa gli occhi ragazzino abbassa gli occhi
e ti saluterò
ciao amore ciao
abbiamo le mani fuori dal finestrino
raccogliamo aria
aria a volontà
ci vuole il tacco di un gigante
servono gocce di serenità
ci vuole un canto per la notte
e una coperta per la libertà
il cammino dell’errante
e l’amore per tutto quello che si da
servono muscoli di ferro
e domani
domani non finirà
adria è lontana
i primi concerti la guinness il carnera
siamo passati bene
come l’acqua che intorno ci scorre
disegnamo bene contorni di donna sui finestrini
il futuro che bell’argomento
che sogni hai
tenere per 35 anni la stessa foto sul comodino
stare seduto al tavolo di un qualunuque bar di qualunque posto
a parlare di ricordi ai propri occhi
le voci si intersecano alle risa
le risa alle pacche
ho in mente una canzone
take a walk in the wild side
ci vuole un faro dove arrivare
serve il profumo della pioggia e il sole
un sorriso che sa ballare
servono mani che ti fanno male
con queste dita che sanno atterrare su un pianoforte come api al miele
su una canzone popolare
e domani
domani non finirà
siamo arrivati piove
stiamo coi piedi nel fango
nell’acqua
stiamo senza scarpe
che le suole lasciano orme
e poi magari ci trovano
e qui finisce

Hanno partecipato: Claudio Lolli: voce, Gianni Chirichella: pianoforte, Riccardo Marchetto: chitarra elettrica, Paolo Bacco: chitarra elettrica, Francesco Prendin: chitarra elettrica, Riccardo Paltanin: violino elettrico, Walter Sigolo: fisarmonica, Pierino Marcello: quixa, Joachim Glasstetter: soundscape

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